Lavanda: la signora delle piante officinali

Proprietà, benefici e cura di un sempreverde D.O.C. (dal profumo inebriante)

La lavanda rientra tra le piante aromatiche e officinali più utilizzate sia in ambito cosmetico che alimentare. La maggior parte di noi la utilizza per profumare biancheria e ambienti, ma il suo olio essenziale ha anche numerose proprietà curative, disintossicanti e rigeneranti.

Originaria del Mediterraneo, è una pianta sempreverde dall’aspetto singolare e unico: foglie piccole, affusolate dai riflessi argentei presenti tutto l’anno e fiorellini lilla, a mo’ di spighe, che sbocciano soprattutto in estate. Anche se il suo aspetto la fa sembrare estremamente delicata, la lavanda è una pianta molto robusta e resistente, che sopravvive piuttosto bene anche al freddo o alle temperature più rigide, ed è anche per questo che molti la preferiscono per progettare aiuole o cespugli all’esterno della propria casa (e nei propri giardini).

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La lavanda si può acquistare in negozio, solitamente in piccoli vasetti: il cespuglio acquistato è molto piccolo, ma se vi preoccupate di travasarla in un vaso via via sempre più grande, col tempo si espanderà fino a raggiungere anche più di un metro di altezza. Se vivete in appartamento, però, vi consigliamo di non scegliere vasi troppo ampi, ma di mantenere sempre una dimensione più o meno contenuta: anche se è una pianta resistente, la lavanda rimane comunque una pianta tendenzialmente da esterno che richiede il contatto con il sole e la luce, oltre a una discreta quantità di acqua per sopravvivere – ma ci arriveremo con calma e a tempo debito.

Sempreverde e mediterranea, dicevamo. Presente in natura in tantissime varietà, ma sono tre le più diffuse: lavanda angustifolia (o lavanda inglese), ha fiori molto piccoli ed è altrettanto profumata; lavanda dentata, con infiorescenze più chiare; lavanda lanata, con spighe più grandi e foglie più chiare.

Lavanda, officinale e aromatica

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Le piante officinali, come la lavanda, sono piante da cui si può estrarre un olio essenziale, utilizzato principalmente per scopi galenici e per creare unguenti terapeutici. Le piante officinali sono quasi sempre anche aromatiche, poiché si tratta di piante dal profumo marcato (merito, appunto, degli olii essenziali presenti) e utilizzate per scopi alimentari o cosmetici.

Non è un caso, infatti, che la radice della parola lavanda sia la stessa di lavare (lavanda, lavanderia, ecc.): la lavanda, infatti, si usa da sempre per preparare prodotti cosmetici adatti alla pulizia del proprio corpo e in passato era ingrediente principale per la creazione di olii da meditazione.

Nell’antico Egitto, la lavanda era molto usata per le imbalsamazioni, per via del profumo intenso che rilasciava e che tendeva a coprire, quindi, gli odori dati da un corpo esanime. I Greci, qualche tempo dopo, appresero dagli Egizi le sue proprietà rilassanti e curative e cominciarono a creare unguenti e preparazioni utili a favorire il sonno. I Romani, manco a dirlo, ne facevano largo uso nelle loro Terme.

Ancora oggi, la lavanda mantiene intatte le sue proprietà ed è possibile perfino realizzare prodotti fatti in casa con i suoi fiori precedentemente essiccati.

Prendersi cura della lavanda

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Come vi avevamo già accennato, la lavanda è una pianta rustica e quindi piuttosto resistente, sia ai cambiamenti climatici che al sole diretto o al freddo più intenso. Più il clima è secco, più la pianta crescerà felice, ma se vi trovate in un ambiente mediamente umido, fate in modo che la pianta sia vicina a una buona fonte di luce naturale (la lavanda il sole lo ama proprio, sapete?). Non amando particolarmente l’umidità, anche il terriccio deve essere bagnato solo quando è necessario. Prima di darle da bere assicuratevi che il terreno sia abbastanza secco da richiedere una nuova annaffiatura: anche se sembra paradossale, in questi casi è quasi peggio se la pianta beve più del dovuto. Datele acqua, quindi, ma fate attenzione e soprattutto evitate di irrorare foglie e infiorescenze.

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